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Roma Vis Nova

La Vis fa Team Building con l’ex campionessa di sincro Paola Celli

I giallorossi sperimentano per la prima volta nella pallanuoto la famosa scienza di costruzione del gruppo con l’ex sincronetta azzurra Paola Celli ed il percussionista Massimo Ventricini

ROMA – Un pomeriggio con Bonito alla batteria, Pappacena al tamburello e Cuccovillo alle maracas. Niente paura, la Roma Vis Nova non pensa ad un tour né tantomeno ad una band da completare chissà con Ruffelli al basso, Amato alla chitarra e coach Ciocchetti alle tastiere. Si è trattato più semplicemente di un allenamento non proprio convenzionale per il team giallorosso, che al Foro Italico si è cimentato in un workshop di Team Building organizzato dall’ Associazione “Art n Sport” dell’ ex campionessa di nuoto sincronizzato Paola Celli e con la partecipazione del noto percussionista Massimo Ventricini. I leoni sono stati scelti dalla pluridecorata sincronetta della nazionale, vincitrice fra l’altro anche di un bronzo a squadre agli Europei di Atene ’91, che ha esportato per la prima volta nella pallanuoto questa nuova forma di affiatamento e unione del gruppo, metodologie diffuse soprattutto nel ramo aziendale per massimizzare le performance di manager e dipendenti. La formazione di Cristiano Ciocchetti si è divertita per oltre un’ ora in un coinvolgente evento ritmico formativo (Drum Circle) con tamburi e strumenti a percussione.

IL TEAM BUILDING – Fuori o dentro il campo da gioco, gestire efficacemente il conflitto è un aspetto fondamentale del successo. Affrontarlo e superarlo fa crescere la fiducia tra i membri di una squadra, aumentandone la coesione e l’efficienza. I workshop in team building (termine traducibile sommariamente in ‘costruzione del gruppo’) aiutano a superare il conflitto e a costruire una squadra coesa. Sono diventati cruciali strumenti strategici per il miglioramento dell’efficienza nel management e nelle relazioni organizzative nel campo degli affari, dell’industria e dello sport. Tra gli innumerevoli obiettivi di questi workshop ci sono il consolidamento del senso di appartenenza e dell’identità di gruppo, creatività e autostima, il superamento della competizione e dei conflitti in nome dell’apprezzamento e della fiducia reciproci, lo sviluppo della propria consapevolezza corporea e psicomotoria, della propria capacità di osservazione, ascolto ed empatia, rilassamento, scarico delle tensioni, riattivazione energetica e creativa, individuale e collettiva.

LEONI AI TAMBURI – Sotto lo sguardo di un divertito (ma interessato) Cristiano Ciocchetti, gli atleti giallorossi hanno suonato tamburi e strumenti a percussione di ogni tipo e dimensione in una delle tante attività di team building chiamata “Drum Circle” che attraverso la ritmicità espande il senso di unità e coesione del gruppo: ”I ragazzi si sono espressi in un gioco di squadra attraverso il linguaggio dei tamburi – apre il percussionista Massimo Ventricini –  hanno sperimentato delle dinamiche relazionali nuove, con momenti di conoscenza del corpo come strumento, e imparato l’ uso della voce. Come in un allenamento convenzionale abbiamo fatto riscaldamento, seguito da dei ‘botta e risposta’ come un gioco tra i reparti, ritrovando molti elementi già consoni a loro sportivamente parlando, con la differenza di ritrovarli traslati su terra ferma e con un linguaggio diverso come quello delle percussioni: quella stessa ritmicità”. ”E’ un’ idea nata dal mio trascorso sportivo personale – spiega Paola Cellil’ intento è quello di circondare l’atleta da una serie di figure professionali che possano completare la formazione dello stesso accompagnandolo e sostenendolo a 360° nel suo percorso agonistico. Eventi formativi con insegnanti di musica, di meditazione, di yoga e danza, incontri con medici, psicologi e nutrizionisti, e con tutte quelle figure che possano fornire ulteriori strumenti nella propria pratica sportiva. Lo stiamo già applicando nel nuoto sincronizzato ed ora vogliamo esportare questo tipo di esperienza anche nella pallanuoto: cercare di introdurre sensazioni e stimoli nuovi, uscire da canoni stereotipati e allenamenti indirizzati sempre nello stesso senso, seguire strade più esplorative capaci di condurre lo sportivo verso risultati più completi e convincenti”. Anche coach Ciocchetti considera utile questa singolare sperimentazione: ”Un’esperienza sicuramente positiva, divertente e interessante. Credo sia molto importante inserire in un gruppo di lavoro delle sedute di team building poiché danno la possibilità di uscire allo scoperto, di aprirsi e di creare quel collante che serve, in questo caso ad una squadra come la nostra, a raggiungere una compattezza tale da farci sembrare un tutt’uno”.

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